Joel Fortunato Reyes Pérez

Le punte della sfera.

Le punte della sfera.
 
Spesso si parla di esperimenti, da cui dipende il futuro della nostra specie, che mettono a dura prova l’uomo stesso, depositario di una verità che nemmeno lui conosce. La mente gioca brutti scherzi, fa vedere quello che non c’è. E tutto sarebbe più rassicurante, se davvero imperassero le fiabe, quale unica e vera materia di cui è fatta la nostra vita. E tanti altri piacevoli momenti. Una provocazione che, senza dubbio, va letta fra le righe.  Capire se nel nostro passato ci sono stati eventi che hanno generato queste spiacevoli situazioni è molto importante, solo così si potrà essere in grado di vincerle.  Spesso la vita è fatta di cose complicate, di sbandamenti, di passi incerti e di terreno che slitta sotto i piedi, questo deduco…  Formulate le domande, però, la difficoltà sta nel trovare le risposte, probabilmente limitate dalla nostra errata percezione, condizionata dal nostro background e dalla nostra formazione culturale, che potrebbe renderci incapaci di valutare le possibili varianti. La visione odierna della realtà si basa su forme e immagini dipinte nel passato, riempendo il presente, ma che non ci conducono nel futuro. Ciò condusse a concepire l'essenza della realtà in una sfera situata al di là dell'esperienza, raggiungibile solamente per via mistica.  Il rischio però è di confondere la fantasia con la realtà storica. Essa può essere anche solo una immagine mentale, ma nel caso che a noi interessa questa rappresentazione diviene o un’immagine concreta o un oggetto.  Ma, a proposito di queste relazioni è essenziale distinguere fra le cose in quanto fenomeni, cioè come date dalla sensibilità, e le cose come pensate dal mero intelletto; giacché, se non si compie questa distinzione, si cade in quella “intellettualizzazione dei fenomeni”. A prescindere dal campo artistico, qualsiasi rappresentazione è sempre una conoscenza della realtà. E la conoscenza è sempre una rappresentazione. Il nostro destino non è scritto nella pietra, ma nelle ombre di chi ci ha preceduti, e nei nostri sogni onirici e desideri profondi. Ciascuno di noi vive mettendo in scena un mito: vedere questo mito, evocare e imparare a dialogare con le immagini degli antenati e dei sogni, significa avviarsi alla guarigione. Svelare le dinamiche del clan familiare ci aiuta a comprendere le nostre inibizioni: si ha in tal modo la possibilità di vivere, creare, essere e amare a partire da quello che siamo veramente.  Quando si parla di linguaggi si entra in un territorio di enorme complessità, tuttavia è intuitivo e per nulla complesso comprendere come la comunicazione possa utilizzare linguaggi tra loro molto diversi. Alcuni linguaggi utilizzano le parole, altre i suoni, altre le immagini, altre le forme, altre i gesti e i movimenti. I linguaggi di sole parole generano la letteratura e la poesia. Fino all’ultima e definitiva delusione, epilogo di un mondo che non è poi tanto cambiato, nonostante siano passati secoli. In pratica anche nella costruzione dell’immagine si può dare prevalenza o agli elementi della percezione o a quelli dell’interpretazione. Si tratta di un vedere con gli occhi invisibili e immateriali  della consapevolezza,  ma altrettanto reali di quelli materiali, nel senso espresso dal termine inglese “insight” o del tedesco Einsicht, vedere dentro, all’interno.  L’ideale sarebbe quello di avere la possibilità di confrontare una moltitudine di risposte, ancor più se date da personalità diverse tra loro per estrazione culturale, status sociale, esperienze, scelte di vita, credo, età, carattere... la riflessione è la considerazione astratta per cui l'Io si pensa come contrapposto al proprio oggetto, e quindi come limitato da questo, anziché comprendere che l'oggetto è prodotto dall'Io stesso. Ogni cosa è colta nel suo essere se stessa, nella sua assoluta presenza, nel suo perenne fluire, senza giudizi e pregiudizi, percepita cioè non nella modalità del dovrebbe essere, sarebbe bene che fosse o del potrebbe essere, ma dell’è così. La riflessione, o “senso interno”, come una delle due fonti di tutte le nostre idee: attraverso la sensazione abbiamo le idee che ci vengono dall'esterno, con la riflessione abbiamo le idee delle nostre operazioni mentali, come percepire, dubitare, credere, ragionare, volere, desiderare ecc. Uno studio approfondito del proprio albero offre la possibilità di comprendere fino a che punto quello che si pensa, si sente, si desidera o si vive, così come i conflitti e le ferite, possono essere il risultato di un passato familiare, sociale, storico o di un residuo educativo. In questo problema rientrano capacità di giudizio e di valutazione molto variabili da individuo ad individuo e da epoca ad epoca. Uno degli strumenti più immediati e più rigorosi ai fini della conoscenza di sé è la meditazione. Meditare significa letteralmente andare al centro di sé stessi, del proprio Sé profondo, e mettersi in connessione con esso, stabilire un contatto diretto con ciò che vi è di più significativo, con l’assolutamente significativo e l’incondizionatamente presente e reale, dove il significato e la realtà sono di tipo esistenziale – esperienziale, al di là di ogni teoria, di ogni mistica, filosofia, insomma di ogni struttura di pensiero codificata. La conoscenza intuitiva consente all'individuo la comprensione di un universo unitario e permette all'intelletto di essere parte dell'Essere Infinito. L'intelligenza è adeguata alla considerazione degli oggetti materiali, ma non può affrontare l'essenza della vita o del pensiero.
Non sempre troverete una risposta univoca, ma, di certo, avrete tanto materiale su cui riflettere. Ma l’arte non si definisce perché produce quadri e non automobili, ma perché produce qualcosa di migliore rispetto alla media. Un quadro può essere un’opera d’arte (ma può anche non esserlo) così come anche un’automobile può essere un’opera d’arte. In ogni settore dell’attività umana vi è un top di eccellenza i cui prodotti rappresentano, in quel settore, delle opere d’arte. Questo lavoro su di sé permette di ottenere o ripristinare quell’equilibrio e quell’armonia della psiche che costituiscono il presupposto indispensabile per muovere ulteriori passi sulla via della ricerca di sé e della conoscenza di se stessi. La Verità va ricercata con lo studio, la riflessione, la purezza di vita, la devozioni agli alti ideali e considerano la Verità come una ricompensa alla quale mirare, non un dogma da imporre agli altri con autorità… la tolleranza a tutti, anche agli intolleranti, non come privilegio da concedere, bensì come dovere da adempiere e cercano di rimuovere l'ignoranza, non di punirla.  Se vi parliamo di tutto questo, non è con l'intenzione di giudicare nessuno, né il vostro modo di essere o di vivere! Vogliamo semplicemente dirvi che la vostra civiltà è in difficoltà, tutto ciò deriva solo da una cattiva gestione delle risorse umane. Vero bene è quindi l'accettazione della razionalità dell'universo; unico male il rifiutarla; fra questi due estremi tutto quanto vive è solo un cumulo di cose indifferenti. Di certo, della vostra vita attuale vedete solamente violenza, sofferenza e oscurità di coscienza, ma non vedete perché quelli che chiamate "i media" non vi mostrano, o vi mostrano raramente, l'altruismo, la bellezza, la generosità, l'Amore e tutto ciò che gli esseri umani sono in grado di realizzare. La virtù è nell'agire secondo ragione, unico vero bene per l'uomo e quindi fonte della sua felicità; è, ancora, dominio delle passioni, perché lasciandole libere di predominare nel nostro spirito causano una fatale confusione fra bene e male obnubilando la ragione e allontanandoci dalla felicità. Non andrete più a cercare fuori perché troverete tutto dentro di voi. Non vedete che tutto in voi si muove, avete l'impressione che le persone, gli animali, la vegetazione e tutto ciò che avete intorno sia statico e immobile. Tuttavia tutto si muove di continuo e sempre più velocemente, il vostro DNA come tutte le particelle di vita, e se aveste la capacità di percepire questa accelerazione potreste rendervi conto della profonda trasformazione delle persone, della vita e di ciò che siete. Avete grandi momenti di assenza; constaterete che tali momenti di assenza e di oblio non hanno alcuna relazione con qualche disarmonia o con un cattivo funzionamento del vostro corpo umano, ma sono in totale relazione con le immense trasformazioni e trasmutazioni che vive l'umanità. Ma questo per voi è difficile comprenderlo perché vi toglie la terra sotto i piedi, toglie la sicurezza del giusto cammino, toglie il paradiso che avete messo davanti agli occhi, e allora rimane il buio… E’ una parte di voi stessi con cui intuitivamente desiderate riconnettervi. Come abbiamo condiviso, ci fu un tempo in cui la grandezza di ciò che siete era in piena ascesa, attivo, ancora in forma fisica ma consapevole delle porte interiori, in modo da poter andare e venire liberamente, attraverso lo spostamento della vostra percezione e della vostra coscienza, in altre dimensioni della realtà. 

 

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Published on e-Stories.org on 08/18/2016.

 

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