Naufrago
Privo di passato,
alla deriva,
sono abbandonato,
in un oceano immenso.
In un mare di oblii e di stelle,
alla deriva mi ritrovo,
tra veglia e delirio.
In un turbine di fobie
e di memorie
affoga il pensiero.
Torvi e ostili
si ingrossano i marosi,
una volta affettuosi.
Di un incombente minaccia
ho il presentimento.
Sento l'arrivo di un fortunale.
L'aria è intrisa di nervosismo,
è greve.
Sta per esplodere un furore
e il mio cuore,
come in balia di un incantesimo,
comincia ad accelerare.
Le stelle della notte
più non mi proteggono.
Ed ecco itinerante il cuore mio
tra infuocati strali
e turbinosi fortunali.
Sono convinto
che sarò ingoiato dagli abissi,
che ogni cosa andrà perduta.
Tra i rimbombi
di riflessioni annientate
e il boato dei frangenti,
qualcosa,
ancora,
dentro di me vuole lottare.
Un clamore silente,
un sentimento,
la mia rinuncia
di arrendermi al baratro.
Un desiderio celato nell'oscurità,
che all'improvviso si accende,
come un faro,
e in una burrasca di rabbia
si trasforma il vento.
Tra l'infinità dei marosi,
una terra promessa.
Più acre è la salsedine
che labbra e cuore aridi rende.
Ma quando persa è ogni speranza
dal nulla al mio cospetto un’isola.
Onde limpide che blandiscono
una spiaggia dorata.
Aria intrisa della fragranza
di erbe silvestri.
Verdi le sue valli
e fresche le sue fonti
dove acchetare
questa mia sete di felicità.
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Published on e-Stories.org on 02/09/2019.
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