Gabriele Zarotti

ESSERE IL TEMPO.

  "E’ mezzanotte!   Tutto va bene!” Gridava la ronda per vie assonnate quando i bambini sognavano le fate.   All’inizio furon luce e stelle, i battiti del cuore a separar le ore brutte dalle belle, più gl'incerti segni al chiaror di pallide  fiammelle.   A seguir ci furon variopinti i calendari, sinuose clessidre, i quadri solari   e campanili tanti. E poi milioni di meccanici orologi ed elettronici altrettanti.   Oggi a via del Tempo sono giunto, e  le lancette fan le tre in punto.  Nello stesso istante sulla vetta lassù l'istrumento  pignolo batte un tic di più. Fatto molto strano, mi sai spiegar l'arcano?   “ Trattasi di gravità, da cui la relatività!” annuncia   l'ex garzone del fornaro oggi promosso rider corsaro. “Anzi, la sai la novità: m’ han detto poco fa che il tempo proprio non ci sta, eppur avrei giurato fosse qua.   Tempo relativo che se ti sposti verso l'alto adesso non è più lo stesso. Concetto difficile a spiegare ancor più arduo da abbracciare. Se non ti fai spazio nella scienza mica te lo puoi immaginare.   Tempo locale. Tempo astrale. Tempo ballerino e meridiano che muti così  in fretta se voli da Miami  a  La Valletta.   Tempo, tempo pia illusione, pura e semplice astrazione,  mistica convenzione, mercantil speculazione.    Tempo flottante nello spazio come pioggia e vento. Tempo in perenne cambiamento. Tempo di pianeti e buchi neri, di amori ardenti e di struggenti tradimenti. Tempo  camaleontico e brigante senza un briciolo di sentimenti.   Tempo miraggio di chi si volge indietro, di chi immagina il futuro, di chi vive adesso, di chi  cerca un posto dove scappar nell’universo.                                                                   Tempo  per  profitto sminuzzato in nanoparti, che ti sconvolge estro, sonno, e poi dilegua. E  più non ti dà tregua. Tempo che nasci in me appena nato. Tempo che m’accompagni per la via. Tempo che morirài quando farò l'ultimo inchino   dicendo  addio per sempre a chi mi sta vicino.    Tempo che questa mia modesta poesia, quando sarà finita come un ladro porterai via.     Smettiamola di galoppare sgangherati a perdifiato. Torniamo lenti e umani a camminare, la nostra  canzone riprendiamo a fischiettare. In quest’universo senza tempo fisso il tempo può aspettare. Se poi  ci spunteran le ali in questo andare, sarà arrivata l'ora di riprendere a volare.        
 

All rights belong to its author. It was published on e-Stories.org by demand of Gabriele Zarotti.
Published on e-Stories.org on 03/09/2019.

 

Comments of our readers (0)


Your opinion:

Our authors and e-Stories.org would like to hear your opinion! But you should comment the Poem/Story and not insult our authors personally!

Please choose

Previous title Next title

Does this Poem/Story violate the law or the e-Stories.org submission rules?
Please let us know!

Author: Changes could be made in our members-area!

More from category"Thoughts" (Poems)

Other works from Gabriele Zarotti

Did you like it?
Please have a look at:

Disperso in questo mare di mezza estate - Gabriele Zarotti (Emotions)
Poppies - Inge Offermann (Thoughts)
A very unusual way.....🌠 - Ursula Rischanek (Love & Romance)