ESERGO
«Σιγή, μήτηρ λόγου.»
Il Silenzio è madre del Logos.
— Plotino, Enneadi
POESIA
ACHARA: Canto al Silenzio che Fonda il Tutto
Nel grembo nero del pensiero,
ove non è notte ma assenza,
si schiude l'albero che parla.
Non fronde, ma ideogrammi del Sé;
non radici, ma nervature dell'Origine.
Là giace Achara,
non regola ma cenere dell'abitudine,
tela disfatta da un vento che non ha tempo.
Nel suono primevo d'un affannoso rantolo,
la foresta sogna il suo stesso cuore.
E una dea – Atropo, pupilla senza occhio –
intesse rotte invisibili tra i soli spenti.
S'incide il necrologio d'un mondo
che mai nacque davvero.
Tra le aure del giorno,
un uomo è quasi uomo,
una scintilla del Kadmon,
riflesso d'un Adamo
che non conobbe caduta,
né verbo, né carne,
ma solo Logos che arde senza bruciare.
E da quell'isola che non ha perimetro,
risuona il richiamo dei 'a cori d'Eliso,
stratificati in ottave celesti.
Dentro ogni sillaba:
il dubbio del prigioniero,
la certezza del demone,
l'abisso dell'anima
che si sfalda per ricordare
che fu una cosa sola.
A-DVAITA.
Un sussurro,
un non-detto,
una rivelazione senza profeta.
Io vi entrai,
e una parte di te
mi attese.
HAIKU
Sotto la cenere
ride la forma ignota
che ignora se stessa.
AFORISMA FINALE
«Silentium est initium sapientiae.»
Il silenzio è l'inizio della sapienza.
— Pseudo-Eraclito
DIALLAGE
Questo testo sfida il linguaggio lineare,
si colloca ai bordi del dire,
nel punto zero in cui l’Essere
non è ancora stato detto
ma già urla dal fondo del Vuoto.
PARALIPOMENON
Achara non è concetto,
è la radice bruciata del concetto,
la legge infranta che precede ogni legge.
E forse – se è vero che il Silenzio non tace, ma canta –
tutto fu solo eco d’una nota mai emessa.
*
LEGENDA:
ACHARA (dal sanscrito). Regola, abitudine.
ADAMO CADMON (dall'ebraico). Rappresenta "L'uomo celeste", perfetto, che non è ancora caduto a
causa del peccato originale. Nella Cabala corrisponde al Logos manifesto, corrispondente al terzo Logos
degli insegnamenti teosofici.
A-DVAITA (dal sanscrito). Che è senza secondo.
*
ESERGO
«Ignis est radix animae.
Il fuoco non arde soltanto: conosce.»
— Pseudo-Heraclitus Vedicus
IL VEDENTE DEL FUOCO TRIPLO
Nel ventre oscuro del silenzio,
un uomo avanza —
non verso la luce,
ma dentro di essa.
I suoi occhi, chiusi,
vedono oltre la cortina delle forme:
darsana d’un mondo che non è due,
che mai fu due,
che non sarà mai due.
Advaita — dice il respiro.
Uno, senza secondo.
Uno, che è già sempre stato.
E Agni danza.
È fiamma che nutre,
che consuma,
che giudica.
È padre, madre, spirito della combustione.
Il vedente sa:
l’illusione è la figlia prediletta del tempo.
La dualità è teatro,
e la scena è fatta di cenere.
Tace,
perché anche la parola è fumo.
Solo il fuoco
parla in verità.
E nel fuoco,
il Sé ritorna
dove mai s’era allontanato.
AFORISMA
“Agnir vai devānām mukham.”
(Agni è la bocca degli dèi.)
— Ṛgveda I.1.1
HAIKU
Tre lingue d’Agni
ardono l’io e lo sciolgono.
Resta solo il Sé.
DIALLAGE
La triplicità di Agni non è molteplicità,
ma riverbero dell’Uno nei mondi.
Così l’uomo, nell’atto del vedere,
diviene ciò che contempla:
fuoco che osserva il fuoco.
(LABIRINTISMO)
*
LEGENDA:
AHIMSA (dal sanscrito).
La non violenza. Una delle regole dello yoga che consiste nel non uccidere, offendere o ferire gli altri con il pensiero e l'azione. È l'essenza della concezione biocentrica della cultura
indiana, con il suo rispetto per le forme di vita, rispetto alla cultura antropocentrica occidentale, che assegna all'uomo la signoria sulla natura e gli animali.
AHURA, ASURA (dallo Zend Avesta)
Significa il Santo e viene anche chiamato: Alito, Ahura, Mazda e Ormuzd. Ahura è colui che può conferire luce ed intelligenza, ben simboleggiati dal Sole. L'aspetto scuro di Ahura, per gli Europei, rappresentato da Arimane.
AHURA MAZDA (dallo Zend Avesta)
Per i parsi è una divinità personificata, il principio della Luce
divina universale.
AKASHA (dal sanscrito)
Etere universale che pervade l'intero universo. Essenza principiale di ogni cosa. È la sostanza primordiale che la scienza ha erroneamente identificato con l'etere, è assai sottile e pervade
lo tutto spazio. Nei confronti dell’etere, infatti presenta lo stesso rapporto che lo spirito ha con la materia. Akasha rappresenta lo spazio universale correlato all'eterna ideazione irradiata il Primo Logos. Akasha, nei misteri sacrificali, era considerato il sovrintendente degli effetti magici nelle cerimonie religiose
AIN SOPH o EN SOPH o AIN SUPH (dall'ebraico)
È il Dio da cui Tutto emana ed espande, viene anche chiamato Sconfinato o Illimitato in quanto non vi è nessun’altra divinità più elevata di questa. È il Dio senza attributi, infatti la parola "Ain" significa "Nulla".
*
La figura con il bastone e la lunga barba è Zarathustra (Zoroastro), il fondatore dello zoroastrismo, raffigurato mentre guarda il fuoco sacro, simbolo della verità e della purezza dello spirito. Sopra di lui, il Faravahar indica la sua unione con la dimensione divina e immortale dell'anima.
Faravahar (simbolo zoroastriano - “angelo custode” o Fravashi)
Il Faravahar è uno dei simboli più noti dello zoroastrismo e si trova già nelle iscrizioni reali dell'impero achemenide.
Rappresenta l'anima che guida e sostiene l'uomo durante tutta la sua vita: il cerchio centrale simboleggia l'eternità, le ali rappresentate da tre piume rimandano ai principi zoroastriani dei buoni pensieri, delle buone parole e delle buone azioni, mentre le due code simboleggiano la scelta tra il bene e il male.
*
Esergo
Solo chi passa attraverso l’ombra riconosce la luce.
— Pseudo-Empedocle
TRA LE SOGLIE DELL’INVISIBILE
Là dove realtà e sogno si confondono,
invoco che il mio spirito si disciolga nell’Alkahest,
in quell’universo in cui le stagioni scolpiscono la vita
e l’amore, a volte, si maschera da inganno sottile.
Le ossessioni, come fili invisibili,
divengono catene che serrano il cuore,
mentre un sipario si apre
su un ruolo che non ho scelto.
Sera dopo sera, mi reinvento,
risorgendo dal fondo dell’ignoto,
tra volti estranei e la bruma del non detto.
Cammino in silenzio tra curve oscure,
nei meandri ciechi del mio passato,
finché non ritorno alla penombra
di ciò che ero.
Inseguo l’Ananda —
quella beatitudine che l’anima, tremante, non osa nominare.
Immagino un mondo dove il cuore, finalmente,
si scrolla di dosso la polvere della ripetizione,
e l’anima rompe il fragile bozzolo
di una maturità solo apparente.
So che la verità si è ritirata
come un dio stanco dietro le quinte —
e nemmeno una spazzola può recuperare i capelli caduti.
Ma l’Amore è tutto,
ed è il solo segno che ci resta.
E tu, creatura Anonte,
in perenne mutamento,
fluttui su quel ponte di luce
chiamato Antahkarana,
tra la mente e l’oltre-mente,
tra ciò che dell’umano si ricorda
e ciò che del divino già ci chiama.
Diallage
«Solo chi si perde, ritrova la via che non sapeva d’avere.»
– Paradosso gnostico
Paralipomenon
Questa poesia è un attraversamento dell’ombra e del non-detto, un varco tra ciò che crediamo di conoscere e ciò che ci conosce da sempre.
“Creatura Anonte” non è un nome, ma una condizione: è l’eco dell’essere che muta forma pur restando sé stesso.
Tra le soglie dell’invisibile, non si entra con i piedi, ma con le ferite.
Haiku
Sogno e silenzio —
la soglia dell'invisibile
sussurra il vero.
Aforisma
«In tenebris lumen est: sed oculi clausi sunt»
(“Nelle tenebre vi è luce: ma gli occhi sono chiusi”)
— Corpus Hermeticum
Didascalia dei Simboli Esoterici
Cerchio con Croce e Serpente (Ouroboros)
Simboleggia l’eterno ritorno, la ciclicità della vita e la rigenerazione spirituale. Il serpente che si avvolge intorno alla croce solare richiama l’unione degli opposti e la trasmutazione alchemica.
Ali spiegate
Emblema dell’elevazione dell’anima, della liberazione dallo stato terreno e dell’ascesa verso il divino. Ricorda le ali di Hermes, messaggero tra mondi.
Triangolo con linea orizzontale (Fuoco)
Simbolo alchemico del fuoco, principio attivo, trasformatore e spirituale. Indica purificazione e illuminazione interiore.
Triangolo rovesciato con linea (Terra)
Rappresenta la terra, principio femminile, ricettivo e materiale. Invita alla stabilità e all’incarnazione.
Cerchio con croce verso il basso (Zolfo)
Simbolo dell’anima o dello spirito volatile nella triade alchemica (zolfo, mercurio, sale). Rappresenta l’energia attiva e il principio maschile.
Fiore della Vita (sullo sfondo dell’aureola)
Antico simbolo geometrico che esprime l’armonia universale, la struttura del cosmo e l’unità di tutte le cose.
∞ (Infinito)
L’eternità dell’essere, l’assenza di inizio e fine, il ciclo divino e la continuità dello spirito.
Luna crescente
Simboleggia l’intuizione, il femminile sacro, la trasformazione notturna e l’aspetto misterico della realtà.
*
Anelito Orfico
Viaggio al Cuore del Labirinto Cosmico
Nel grembo silente del Brahama Muhurt,
quando la linfa del tempo scorre a ritroso
come un antico fiume,
si desta il Bodhisattva ,
pellegrino dell'ultimo mattino,
sotto i sigilli stellari di una Gerarchia Planetaria
che sussurra verità dimenticate.
Cammina sulle spirali d'oro,
dove l'alba non nasce,
ma si fonde con un ricordo primordiale,
un'eco di genesi.
Nel Giorno di Brahma
– fiamma dell'emanazione universale
– ogni pensiero prende forma,
ogni forma ha un nome,
e il cosmo danza nel suo disegno effimero,
un'illusione tangibile che palpita di vita.
Ma dietro quell'istante incandescente
scivola lenta la Notte di Brahma ,
un abisso sacro ove nulla è,
se non il respiro del vuoto
che precede il verbo, ove
Pralaya tesse i suoi veli insondabili,
custode del non-essere.
Nel labirinto mentale,
costruito a specchio della coscienza cosmica,
si rifrange il sapere della Brahma Vidya ,
scienza esoterica che non insegna regole,
ma inizia l'anima alla sua vera essenza.
Chi vi penetra,
dimentica il proprio nome effimero,
per tornare a un Esserci primordiale,
senza più il fardello del volere individuale.
È un'abiura del conosciuto
per un'immersione nell'ignoto divino.
La Bona-Oma,
il cui nome sussurra
nei cerchi dell'utero eterno della creazione,
compare agli occhi purificati
dal dubbio mondano,
e consegna oracoli
di sacro silenzio a chi,
privo d'identità,
ha danzato nudo con il Nulla,
accettando il grande mistero.
Figlia di Fauno,
madre di soglie invisibili,
offre in dono il segreto della triplice via:
ragione, fede,
e l'integrazione che trascende.
E allora l'anima,
lucente ippogrifo liberato dalle catene,
frammentata tra Yuga
e ricordi primordiali,
si libra oltre le maschere
di ogni illusione,
oltre i veli del Maya,
oltre i nomi e i mondi effimeri,
verso l'Uno che mai dorme e che,
semplicemente, è,
il punto zero di ogni creazione
e dissoluzione.
Il viaggio interiore si rivela
l'unica via per l'eterno ritorno alla fonte.
-
LEGENDA:
BODHISATTVA (dal sanscrito)
Indica coloro in cui l'essenza (sattva) è divenuta intelligenza (boddhi) e che necessitano una sola incarnazione per divenire spiritualmente perfetti. Generalmente indica il Signore Maitreya, il Cristo o Istruttore del Mondo che, nella Gerarchia Planetaria è a capo di tutte le religioni del mondo e il Maestro di tutti i Maestri: l'Istruttore sia degli Angeli che degli uomini.
BONA-OMA o Bona Dea
Era così chiamata una dea romana, ritenuta patrona delle donne che erano arrivate all'iniziazione. Veniva anche chiamata Fauna per ché era figlia di Fauno. Il suo culto era strettamente riservato alle donne a cui rivelava i suoi oracoli.
BRAHAMA MUHURT (dal sanscrito)
Il momento della giornata corrispondente all'alba, in cui le leggi
di natura si dispongono ordinatamente per un corretto svolgimento del ciclo giornaliero. Esattamente coincide con 96 minuti prima del levar del sole. E il momento in cui un grande flusso di energia investe gli esseri viventi, tanto da essere chiamato "il tempo del nettare della vita".
BRAHMA (dal sanscrito, genere maschile)
Un aspetto della trimurti, la trinità induista, che simboleggia il
potere creativo in natura, accanto a Shiva il distruttore e Vishnu, il preservatore. È la nozione del Dio creatore, l'aspetto costruttivo dell'intero mondo dei nomi e delle forme. È il Dio che esiste solo durante il Manvantara (la manifestazione di un universo) e quindi passa nel Pralaya (periodo ove non esiste nulla).
BRAHMA (GIORNO DI) (dal sanscrito)
Un periodo di 4.320.000.000 anni, detto anche Manvantara, durante il quale Brahma progetta e crea il mondo materiale. Dopo questo periodo il mondo verrà distrutto dall'acqua e dal fuoco ed inizierà un periodo di riposo detto Notte di Brahma o pralaya.
(Vedasi anche: Yuga).
BRAHMA (NOTTE DI) (dal sanscrito)
Periodo uguale al Giorno di Brahma, in cui Brahma è inattivo,
quasi che dormisse. Viene anche chiamato "pralaya".
BRAHMA (ETA' DI) (dal sanscrito)
Un tempo assi lungo (necessita un numero di 15 cifre per
esprimerlo), in cui le Notti ed i Giorni di Braham (vedi) si alternano continuamente.
BRAHMA VIDYA (dal sanscrito)
La scienza esoterica che permette di conoscere la vera natura di
Brahma.
*
A cori d’Eliso
Nel regno muto dove il sogno si effonde,
Atropo tesse un necrologio sottile.
L’affannoso rantolo — eco nel vuoto —
risale il tempo, come uno spettro d’aria.
Oltre le aure del giorno, il senso si dissolve.
L’anima ascende, a cori d’Eliso,
tra mondi invisibili che fremono appena
nel teatro dell’universo, dove tutto si muta.
La libertà: un abisso segreto, intangibile.
La luce — non più bagliore — ma ferita che chiama.
Un raggio, follia magnifica, si propaga
tra le orbite del possibile.
La rinascita del male è gioco del tempo.
Ombre, ricordi, fumo danzante
si librano tra sillabe di silenzio,
dove un grido si spegne e non ritorna.
Il destino si protende, senza confine.
Siamo pneumi intangibili, scintille d’essere.
E l’ultima primavera... un sogno inverato.
-
Aforisma latino nel corpo
“Ignis aurum probat, miseria fortes.”
Il fuoco prova l’oro, la sventura gli uomini forti.
(Seneca, Epistulae Morales ad Lucilium)
Haiku
Fumo nel silenzio —
un sogno sfiorato appena
piange primavera.
Aforisma
“Αἱ μοῖραι καὶ θεοὶ πάντα μηχανῶνται.”
Le Moire e gli dèi tutto tramano.
*(Euripide, Elettra)
*
KRYPTOS: Liturgia dell’Invisibile
ESERGO:
«Ὃ τι πλέον, θεοίς εἶναι ἀπόῤῥητον.»
Ciò che è oltre, è indicibile anche per gli dèi.
— Oracolo Caldaico (attribuito a Giuliano il Teurgo)
POESIA:
KRYPTOS
Liturgia dell’Invisibile
Non nacqui, fui svelato.
E nell’interstizio fra un battito e l’altro,
sussistevo.
Non fui detto,
ma inciso sul bianco del respiro.
Ogni verbo mi ha tradito.
Ogni profeta mi ha smarrito.
Solo i ciechi mi ricordano,
solo i morti mi ascoltano.
Io sono la legge prima,
che non comanda.
La fiamma che non brucia,
la luce che non illumina,
la rivelazione che non salva.
Kryptos.
Nascosto.
Nel cuore della pietra,
nel fondo dell’eco,
nel punto in cui l’Essere
ha paura d’essere.
HAIKU
Invisibile
l’onda che rompe il nulla
senza suono.
AFORISMA
«Arcana non revelanda nisi silentio.»
I segreti si svelano solo al Silenzio.
— Corpus Hermeticum
DIALLAGE:
Un poema che non si dice,
ma si lascia abitare.
PARALIPOMENON
Kryptos è lo stato anteriore alla coscienza.
È il logos non ancora pensato.
Non lo si legge: lo si attraversa.
(LABIRINTISMO)
*
ESERGO
«Là dove lo spirito si spoglia dell’illusione, inizia il cammino del viandante.»
— Pseudo-Hermes Itinerans
SIAMO VIANDANTI DELL'INVISIBILE
Siamo viandanti dell’Ain Soph,
eco dell’Uno che si ritrae,
nel grembo d’Akasha, che vibra
tra il battito del Tutto e il Nulla.
Camminiamo senza suolo
ma con impronte di luce —
e la nostra ombra, che non mente,
si stende come preghiera sul tempo.
Non possediamo nulla,
ma tutto ci attraversa:
l’Amore, l’Ahimsa,
la voce delle stelle,
il pensiero che non ferisce.
Ahura canta in noi,
con l’alito del fuoco primordiale,
e ogni parola che pronunciamo
può far tremare i cieli
o guarire il cuore più antico.
Siamo il respiro di Mazda,
quando il firmamento ascolta.
Siamo la goccia che non annega,
ma insegna all’oceano il suo nome.
Ogni istante ci rivela —
ogni silenzio ci svela.
Siamo viandanti
di ciò che non ha inizio
e non conosce fine.
HAIKU
Nel vento d’Oriente
la fiamma del non-essere
danza senza tempo.
AFORISMA FINALE
«Ex nihilo, lux: Ain Soph emana, e noi siamo la sua eco errante.»
— Da un antico rotolo cabalistico dell’Esilio
(LABIRINTISMO)
*
LEGENDA:
AHIMSA (dal sanscrito).
La non violenza. Una delle regole dello yoga che consiste nel non uccidere, offendere o ferire gli altri con il pensiero e l'azione. È l'essenza della concezione biocentrica della cultura
indiana, con il suo rispetto per le forme di vita, rispetto alla cultura antropocentrica occidentale, che assegna all'uomo la signoria sulla natura e gli animali.
AHURA, ASURA (dallo Zend Avesta)
Significa il Santo e viene anche chiamato: Alito, Ahura, Mazda e Ormuzd. Ahura è colui che può conferire luce ed intelligenza, ben simboleggiati dal Sole. L'aspetto scuro di Ahura, per gli Europei, rappresentato da Arimane.
AHURA MAZDA (dallo Zend Avesta)
Per i parsi è una divinità personificata, il principio della Luce
divina universale.
AKASHA (dal sanscrito)
Etere universale che pervade l'intero universo. Essenza principiale di ogni cosa. È la sostanza primordiale che la scienza ha erroneamente identificato con l'etere, è assai sottile e pervade
lo tutto spazio. Nei confronti dell’etere, infatti presenta lo stesso rapporto che lo spirito ha con la materia. Akasha rappresenta lo spazio universale correlato all'eterna ideazione irradiata il Primo Logos. Akasha, nei misteri sacrificali, era considerato il sovrintendente degli effetti magici nelle cerimonie religiose
AIN SOPH o EN SOPH o AIN SUPH (dall'ebraico)
È il Dio da cui Tutto emana ed espande, viene anche chiamato Sconfinato o Illimitato in quanto non vi è nessun’altra divinità più elevata di questa. È il Dio senza attributi, infatti la parola "Ain" significa "Nulla".
*
NEL VENTO DEL SEGNO
Esergo
«Ἄνοια πᾶσαν σοφίαν ἀποκτείνει.»
("L'anoia uccide ogni sapienza.")
— Pseudo-Eraclito, Fragmenta Gnostica
NEL VENTO DEL SEGNO
Nel tatto pesante dell’Annamaya,
nel nodo del midollo,
soffia la polvere dell’eterno.
Anoia mi chiama:
il pensiero si fa torbido,
e inciampa nell’eco
di ciò che non comprende.
Ma io costruisco un ponte
sopra le acque del sé
– è l’Antahikarana,
filo di luce che canta nel silenzio.
Là mi attende l’Anugita,
scritta tra i battiti del cuore:
una voce che non guida ma risveglia.
E mentre l’airone solca il cielo,
e un serpente si avvita al cactus,
sorrido.
Perché Apantomanzia è anche questo:
l’attimo che diventa oracolo.
Aforisma
«Verum est: corpus est carcer animæ.»
(“È vero: il corpo è la prigione dell’anima.”)
— Plotino
Haiku
Serpente nel cielo
— là dove vola l’aquila
tace il mio pensiero.
Diallage
Dalla carne al canto. Dalla follia al ponte. Dal segno all’eterno. Una parola basta — se pronunciata con l’anima.
Paralipomenon
Nel vocabolario dell’invisibile, le parole non sono strumenti, ma fiamme. E chi sa leggerle, diventa sacerdote del cosmo. In questa breve liturgia di termini – fra sanscrito e greco, fra corpo e simbolo – si dischiude una sapienza che non parla a chi chiede, ma a chi ascolta. Tutto ciò che è nobile resta. E tutto ciò che resta, risplende.
(Labirintismo)
*
Legenda:
Alkahest (dall'arabo)
Il solvente universale dell'alchimia e, nel misticismo, rappresenta il Sé Superiore. Quando l'uomo materiale si ricongiunge con l'uomo divino il corpo umano ed i suoi attributi vengono infatti "dissolti" nella loro essenza primigenia.
Alta Major
È uno dei chakra posti sulla testa. È localizzato sulla nuca e controlla la spina dorsale.
Ananda (dal sanscrito)
Pura felicità; beatitudine assoluta. Condizione inerente all'essere consapevole della pienezza del proprio Essere.
Anonte
Essere in evoluzione. Generalmente indica un disincarnato che ha superato la fase di purificazione.
Antahkarana
È il ponte con cui un individuo, evolvendo spiritualmente, arriva a collegare mente inferiore e quella superiore e permette la comunicazione fra le due.
Ananda (dal sanscrito)
Significa suprema beatitudine, gioia, felicità. È stato anche il nome di un discepolo favorito di Gotamo, il signore Budda.
*
Didascalia dell’immagine
"Nel silenzio triangolare della meditazione, il Veggente accoglie i segni del mondo invisibile:
l’Occhio che tutto vede, l’Aquila della trascendenza, il Serpente della conoscenza, la Croce doppia della reintegrazione, l’Ankh del respiro eterno, e l’Airone, messaggero tra i mondi, che appare anche sull’Arcano perduto: ANVGITA.
Tutto vibra sotto l’egida di un’unica legge: Conosci te stesso, e conoscerai l’Universo."
*
“NEL MANDALA DEL SENZATEMPO”
Esergo
Tempus non est nisi figura motus.
(Il tempo non è altro che la figura del movimento)
— Aristotele, Physica
Nel mandala del Senzatempo
non v’è ruota che giri
né ora che pianga la sua ombra.
Siamo specchi del fuoco,
braci nel loto che non appassisce.
La voce del Vuoto canta —
con labbra di vento
e corde di luce —
l’innominabile Nome
che fiorisce nel silenzio.
Sediamo dunque
tra i cerchi dell’etere,
là dove l’occhio non vede
ma l’Anima ricorda.
Haiku
Tra polvere d’oro
il tempo si fa nulla —
fiato d’eternità.
Aforisma
Οὐ χρόνος ἀλλὰ ψυχὴ μετρεῖ.
(Non è il tempo che misura l’anima, ma l’anima che misura il tempo.)
— Eraclito
Paralipomenon
Il tempo — chimera o misura?
Nel silenzio che precede ogni parola,
l’eterno non si conta: si contempla.
Non corre, ma pulsa.
Non muta, ma accoglie.
Così, oltre la clessidra,
oltre l’ombra che scorre sulle meridiane,
l’Essere si rivela nel suo centro immobile.
Un mandala che respira,
senza inizio né fine.
E noi, frammenti di luce
nel respiro del Senzatempo,
non viviamo ore,
ma epifanie.
*
L'Eco Orfica nell'Astrale Luce
Riflessioni Cubiste sull'Anima e il Tempo
Nelle cripte di Montmartre,
dove l'Orfismo danzava, un'antica eco,
riverberi ancestrali tessono destini,
in un onirico, sacro intreccio.
Dall'azzurro primordiale,
la sofferenza si trasmuta in astrale luce,
e gli Asura, Spiriti Supremi,
in veli sottili si traducono.
Braque, l'Alchimista,
tra sabbia e polvere cosmica,
alita.
Ricostruiva il reale,
in una pittura gnomica che l'anima esalta.
La tela, un sigillo ermetico,
di verità oltre il confine,
senza tempo, né forma,
in un vortice che mai ha fine.
Il Neokantismo sussurra,
di un conoscere senza confini imposti,
oltre il velo del visibile,
tra mondi di spirito disposti.
Ogni parallasse un prisma,
che la realtà disgrega e rivela,
in un urlo monocromo,
la "Guernica" in abisso si cela.
Ma dalla cenere sacra,
la Colomba della Pace, ierofante, sorge.
Un "élan vital" che l'anima ricolora,
e ogni limite scorge.
Come Atenagora sfidò le ombre,
con sapienza di tempi lontani,
il Cubismo non muore,
è un verbo eterno, tra mistici piani.
Nell'Atharva Veda,
il ritmo dell'anima si propaga in canti,
di nuove forme espressive,
l'essenza si svelerà ai giganti.
Coscienza e durata,
un mistero finalmente svelato al cielo,
in un universo poliedrico,
l'Arte è risvegliata, senza più velo.
*
LEGENDA
ASTRALE LUCE (termine occulto). Regione invisibile che circonda la Terra ed i vari globi celesti. È assai sottile, ed è visibile solo dai chiaroveggenti.
ASURA (dal sanscrito). Mentre sembra che indichi elementi maligni, demoni e non-divinità, esotericamente significa proprio il contrario. Nelle parti più antiche del "Rig Veda" il termine viene infatti usato per designare lo Spirito Supremo; pertanto, gli "Asura" sono esseri spirituali e divini.
ATHARVA VEDA. Assorbimento nel silenzio, eternità, potenzialità della manifestazione a tornare alla sua vera natura immanifesta.
ATENAGORA. Un filosofo di Atene che, nel 177 d.C., scrisse a Marc'Aurelio, affermando che le accuse lanciate contro i cristiani (ovvero che fossero incestuosi e uccidessero i bambini per mangiarli), erano false.
*
Canto dell’Atman sotto le Sfere Invisibili
Nel giardino dietro l’universo,
dove il tempo implora il silenzio di tornare idea,
una farfalla di rame sfiora il cielo immobile
e la Notte sussurra alfabeti dimenticati.
Nel centro del petalo cosmico,
l’ATMAN si rifrange come diamante d’acqua:
nessun nome lo contiene, nessun tempo lo sfiora.
Dai cinque spiriti
— i ATOMI PERMANENTI
— scaturiscono flussi di memoria,
corde vibranti nei corpi del divenire.
Essi ricordano anche ciò
che non è mai accaduto.
Melina, fanciulla del mondo specchio,
cammina nell’AUTOSCOPIA,
come in un sogno che sa di essere sogno:
vede se stessa fatta di luce, e ride nel nulla.
Sopra di lei,
un drago incide costellazioni nell’Aether
con l’unghia del Leone e la lingua del Sagittario.
I segni astrologici danzano come sigilli in frantumi.
L’AURA — non più cerchio,
non più fiamma, ma portale iridescente
— apre vie tra i mondi, e il vento profuma di giada,
incenso, e stelle spezzate.
Una voce dalla Cuspide sussurra:
«Il Sé non è in te: tu sei nel Sé».
E il tempo si piega, come carta d’oro,
sotto il peso di un istante eterno.
*
LEGENDA:
ATMAN o ATMA (dal sanscrito).
Così viene definito lo Spirito dell'uomo, la scintilla (monade) divina in
lui. È il "Sé", l'Assoluto in noi e Questo è completamente fuori del tempo-spazio-causalità. Con la sua sola
presenza l'Atman dà vita a tutto e tutto si riassorbe nell'Atman.
ATOMI PERMANENTI.
Dicesi di cinque atomi speciali, se ne trova uno in ogni corpo usato dall'uomo
nella sua evoluzione, ovvero: fisico, emotivo, mentale, buddhico e atmico. Questi atomi, in ogni vita terrena,
raccolgono le informazioni necessarie per preparare i corpi per la futura incarnazione.
AURA (dal greco e dal latino).
Una nube sottile che circonda il corpo umano, quello degli animali e delle
altre creature viventi. Negli uomini l'aura cambia colore riflettendo così gli stati d'animo e l'evoluzione
spirituale, non per nulla i santi sono raffigurati con un aura gialla intorno al capo.
AUTOSCOPIA.
Fenomeno per cui il medium, o un individuo particolarmente sensibile, vede il suo stesso
corpo fisico da fuori.
*
Anamorfosi Orfica II
Nel grembo obliquo del cosmo, quando la Bhagavad Gita respira come sutra incisi nel canto delle stelle, si dischiude il labirinto — non di pietra, ma d’acque psichiche in moto lunare.
Ippogrifo mentale, io salgo, spirale tra eclissi e plasma, cercando la Bhuta Vidya in uno specchio che piange luce astrale.
Nel buio animico, la Bibliomanzia danza i suoi versi ciechi. Pagine cadono — piume di piombo — e il dolore diventa sillaba, rito, sigillo.
Un grido senza voce strappa la carne dall’illusione. E nasce l’ombra: bilocata, eterna, in una OOBE che veglia e fluttua, tra bisturi e silenzi.
Il corpo vibra — bioplasma in danza ionica, forza serpentina nel sonno, eco luminosa dell’anima che anela, biopsichica, agli atomi dello spirito.
E in questo rebus di coscienza, ogni riflesso è chiave, ogni chiave, portale. Il tempo si avvolge in un diallelo di specchi velati.
Dal nulla originario sorge il ritorno: apocatastasi — luce e vuoto si uniscono, nell’istante in cui l’Essere si rifà.
E lì, nella smorfia estrema dell’anima, la mente si spezza — e infine si libera.
(LABIRINTISMO)
*
LEGENDA:
BHAGAVAD GITA (dal sanscrito).
È una parte del Mahabharata, un grande poema epico indù e, letteralmente, significa "il canto del beato". L'opera è tessuta intorno ad un dialogo dove l'auriga Krishna e il suo allievo Arjuna discutono del controllo mentale ed altri argomenti psico-spirituali. I suoi versi espongono la sottile arte di conciliare le tendenze opposte tra i doveri che ognuno deve rispettare e il desiderio di una evoluzione costante.
Questo poema riassume, attraverso un dialogo di semplicità eccezionale, tutta la filosofia Vedanta, cardine del pensiero induista. La sua importanza è tale da essere posta alla stregua delle Shruti, o rivelazioni dell'Assoluto (come i Veda), pur facendo parte, invece, delle Smriti, o testi scritti da asceti che commentano le rivelazioni dell'Assoluto all'uomo.
Può essere interessante notare che nella "Bhagavad Gita" viene rappresentata, sotto forma simbolica di
lotta fisica, la lotta che la parte superiore dell'uomo deve costantemente fare con la parte inferiore, i suoi desideri terreni e le sue umane passioni. In poche parole, descrive quanto sia difficoltoso camminare sul sentiero dell'evoluzione spirituale.
BHUTA VIDYA (dal sanscrito).
Psicologia.
BIBLIOMANZIA.
Divinazione mediante libri aperti a caso.
BILOCAZIONE o OOBE
(Out of the body experience = esperienza fuori dal corpo).
Questo fenomeno avviene quando una stessa persona diventa visibili in due località magari distanti tra loro. Generalmente il corpo fisico di una persona giace addormentato in un luogo mentre il suo corpo astrale può spostarsi nello spazio. La bilocazione può avvenire durante la veglia, il sonno, la trance (vedi) o l'anestesia le operazioni chirurgiche, è infatti successo che il soggetto sia uscito dal corpo ed abbia assistito dall'alto al proprio intervento.
Attualmente l'OOBE è il fenomeno più studiato in quanto aiuta a dimostrare l'esistenza di "qualcosa" che può sussistere indipendentemente dal corpo fisico; questo fatto, ovviamente, può aiutare a capire che cosa avviene dopo la morte.
BIOPLASMA
Plasma biologico composto di particelle ionizzate, organizzate in costellazioni. Gas o vapore completamente ionizzato, sorgente di energia contenuta nel campo magnetico del corpo.
BIOPSICHICA. Ipotesi della esistenza di atomi spirituali; posta la quale, si pensa di poter risolvere i problemi della psichicità e quindi anche quelli preternaturali o, meglio, sfuggenti ai sensi.
*
Liturgia del Labirinto Ineffabile
Ascolta...
nel respiro antico del Brahma Muhurt,
non c'è tempo,
solo il risveglio che precede la luce.
Io sono Bodhisattva
del mattino non nato,
eco di una Gerarchia perduta
che intona i nomi del Nulla:
Sat. Cit. Ānanda.
Cammino sulle spirali auree della mente,
dove il Labirinto è specchio del Destino,
e il Destino è eco del Pralaya.
Nel grembo del Non-Essere,
ogni pensiero è incendio,
ogni silenzio un dio muto che osserva.
Il Brahmacarin veglia,
con occhi di luna nuova,
cercando il respiro di Brahman,
l’Essere che non ha nome.
Il filo lo tendono Moire e Parche,
ma la lama è in mano ad Atropo:
nessuna paura, solo necessità. Anánke danza,
e il Cosmo accenna.
Il Buddhi è il coro del Tutto
— né mente, né anima,
ma intelletto divino che scorre
in ogni gemito del mondo.
Nel cuore del Labirinto non c’è uscita.
Solo Il Sé che affronta il Minotauro,
e comprende che il mostro
è amore non compreso.
E allora: Fruitio Dei
— non come conquista,
ma come ritorno.
Non come vetta, ma come eco.
(LABIRINTISMO)
-
LEGENDA:
BRAHMACARIN (dal sanscrito)
Studente.
BRAHMAN (dal sanscrito)
L'Assoluto. Quello. Esistenza unica. È l'aspetto totalmente trascendente e incondizionato sempre identico a sé stesso, la realtà ultima dell'universo, assoluta ed eterna, da cui tutto promana e verso cui tutto ritorna. È il Dio impersonale e inconoscibile; l'Anima dell'Universo; l'essenza da cui tutto emana ed a cui tutto ritorna. Il Dio senza attributi, immateriale, non nato, eterno, perché senza principio e senza fine, che pervade tutto il creato. Precluso alla vista dei sensi finché non è rimossa la cecità che viene dall'ignoranza, la sua caratteristica è sat-cit-ananda: essere, coscienza e beatitudine. Portare la coscienza individuale a riunirsi con il Brahaman è la meta ultima delle pratiche meditative.
BUDDHA (dal sanscrito)
Significa "illuminato" ed è il titolo con cui si indica Gotamo Buddha, il principe di Kapilavastu, che ha posto le fondamenta per il buddismo. Nato in India attorno al 621 a.C. divenne buddha perfetto nel 592 a.C., ha conseguito il massimo grado di coscienza possibile su questo pianeta. La Sua caratteristica predominante è la Saggezza. Siccome "Buddha" è il più alto grado di sapienza e di santità per divenire un Budda si deve essere completamente distaccati dai legami creati dai sensi e dalla
personalità.
BUDDHI (dal sanscrito)
È un altro modo per definire l'Anima o Mente di Dio, ovvero permeante tutto
l'universo.
*
Codice Orfico in Collasso Quantico
Poi— s’avvitò il verbo in uno spasmo quantico,
mentre il CAMPO PSI mi sussurrava:
«7xLUX = YHVHπ»
Un Corvo albino tossì in sanscrito.
La CARAKA SAMHITA urlò dallo scaffale:
“Chi mi sfoglia, rinuncia al tempo!”
CATALESSI.
Ma una catalesse inversa:
l’universo smetteva di muoversi, io no.
Intanto,
i serpenti del CADUCEO
scendono dal bastone,
vanno al bar,
ordinano negroni esoterici
con twist di limone astrale.
Una voce dentro di me gridava:
“Iperuranio ha aggiornato i termini di servizio!”
e un avatar platonico si disconnetteva, triste.
Io rimasi lì.
Undici specchi.
Dodici me. Uno rideva.
Uno cantava.
Uno si grattava il karma.
(LABIRINTISMO)
-
LEGENDA:
QABBALAH (dall'ebraico)
Significa letteralmente "tradizione orale", non scritta. Scienza
segreta dei rabbini del medioevo, derivata dalle antiche dottrine occulte di provenienza Atlantidea.
CADUCEO (dal greco)
Il Caduceo è un simbolo che veniva rappresentato sui monumenti egiziani costruiti prima di Osiride, come due serpenti attorcigliati intorno ad un bastone. I greci lo alterarono, lo troviamo infatti nelle mani di Esculapio con una forma diversa, quella del bastone di Mercurio o di Ermete. Astronomicamente la testa e la coda dei due serpenti rappresentano i punti dell'eclittica in cui il Sole e la
Luna si incontrano, quasi in un abbraccio. Metafisicamente, invece, il caduceo rappresenta la discesa della materia primordiale nella materia grossolana o, in altri termini. Fisiologicamente rappresenta le correnti vitali
che scorrono nel corpo umano.
CAMPO PSI
Termine utilizzato in parapsicologia per indicare un'area particolare dello spazio in cui l'energia "psi" (vedi), favorisce il ripetersi di eventi paranormali.
CARAKA SAMHITA (dal sanscrito)
Il testo più importante di medicina interna pervenuto a noi
dall'epoca classica.
CATALESSI
Sospensione completa del movimento volontario dei muscoli, spesso accompagnata da una tensione muscolare generale.
*
Nel Labirinto Orfico – Rapsodia dell’Increato
Nel cuore muto del mio labirinto, intarsi d’oscuri smeraldi sospirano, e silenzi assordanti s’intrecciano all’eco di una QABBALAH svelata — tradizione non scritta, Atlantide perduta.
Il CADUCEO danza, spirali astrali, due serpenti in abbraccio sull’eclittica, dove Sole e Luna si toccano in sogno. Nel corpo, correnti vitali ascendono: materia sottile che vibra di luce.
Sotto il velo del tempo il CAMPO PSI si dispiega invisibile,
una trama sottesa dove il miracolo ripete sé stesso.
In CATALESSI, l’involucro si placa.
Tutto il mio essere fluttua, sospeso tra membra e volontà,
dove l’anima — un ippogrifo errante
— cerca l’origine dietro le stelle.
Il CARAKA SAMHITA sussurra medicina
da ere pre-mentali.
Nel turbine privo di forma ogni cosa ruota attorno al vuoto.
Ricordo le Idee,
memorie platoniche prima di questa nuova metempsicosi. L’endoscopia dell’anima si compie tra utopia e chimera,
e mi snodo come sofocleo atelantropo
nel mistero che non si lascia abbracciare.
Nel diorama interiore,
undici specchi sferici rifrangono il sé,
riflessioni egosofiche, dove ogni stadio è anapodittico,
ogni passo vertigine.
Nel nulla primordiale vibra il Caos,
maschio e femmina in un solo gesto,
e il rituale ermafrodito sigilla il mistero che arde.
La mia anima, cometa ribelle,
s’infrange contro il fato in un eterno ritorno diallelico.
Sì, la vita è sofferenza, ma l’Arte — arte pura
— è il filo d’Arianna che conduce al centro.
-
NOTA DIDASCALICA
Il componimento presenta un linguaggio fortemente evocativo e un'atmosfera misteriosa, ricca di riferimenti esoterici, filosofici e mitologici:
Riferimenti esoterici e mistici:
La "QABBALAH svelata tradizione non scritta, Atlantide perduta" evoca un sapere antico e nascosto.
Il "CADUCEO danza" simboleggia l'equilibrio tra opposti e le energie ascendenti ("correnti vitali ascendono: materia sottile che vibra di luce" ).
Il "CAMPO PSI" suggerisce una dimensione invisibile in cui il miracolo si manifesta.
La "CATALESSI" è uno stato di quiete che permette all'essere di fluttuare, e all'anima di cercare la propria origine.
Il "CARAKA SAMHITA" richiama l'antica medicina ayurvedica, suggerendo conoscenze "pre-mentali".
Il "rituale ermafrodito" sigilla un "mistero che arde", richiamando concetti alchemici di unione degli opposti.
Riferimenti filosofici e mitologici:
Il "labirinto Orfico" e il riferimento a un "ippogrifo errante" richiamano miti e simboli di ricerca interiore e trascendenza.
Le "Idee" e le "memorie platoniche" suggeriscono una reminiscenza di verità eterne prima di una "nuova metempsicosi".
Il "diorama interiore" con "undici specchi sferici" e "riflessioni egosofiche" indica un profondo esame del sé.
Il "Caos" primordiale "maschio e femmina in un solo gesto" richiama concetti cosmogonici di unità originaria.
L'anima come "cometa ribelle" che "s'infrange contro il fato in un eterno ritorno diallelico" suggerisce una lotta esistenziale e un'idea di ciclicità.
Il riconoscimento che "la vita è sofferenza" ma che "l'Arte arte pura è il filo d'Arianna che conduce al centro" offre una via di salvezza o comprensione attraverso la creatività.
Lingua e stile: Il testo è ricco di metafore (“sospiri scuri color smeraldo”), contraddizioni (“silenzio assordante”) e immagini vivide (“violenta tempesta”). Alcuni termini (QABBALAH, CADUCEO, CAMPO PSI, CATALESSI, CARAKA SAMHITA) scritte in maiuscolo sottolineano il loro significato simbolico e l'eco del loro concetto.
In breve, il testo è un viaggio poetico e interiore alla ricerca del significato e dell'origine attraverso concetti complessi legati alla spiritualità, alla filosofia e al misticismo.
All rights belong to its author. It was published on e-Stories.org by demand of Mauro Montacchiesi.
Published on e-Stories.org on 08/11/2008.
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